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domingo, 6 de marzo de 2011

L'uomo in più - Paolo Sorrentino (2001)


TÍTULO L'uomo in piú
AÑO 2001 
SUBTITULOS Si (Separados)
DURACIÓN 100 min.
DIRECTOR Paolo Sorrentino
GUIÓN Paolo Sorrentino
MÚSICA Pasquale Catalano
FOTOGRAFÍA Pasquale Mari
REPARTO Toni Servillo, Andrea Renzi, Nello Mascia, Ninni Bruschetta, Angela Goodwin, Enrica Rosso, Peppe Lanzetta, Roberto De Francesco, Marzio Honorato
PRODUCTORA Indigo Film / Keyfilms Roma
GÉNERO Comedia. Drama

SINOPSIS Nápoles, años 80. Época de bonanza en la Italia del éxito fácil. Dos hombres comparten el mismo nombre, la misma fecha de nacimiento: uno es futbolista, el otro cantante. Sus destinos se cruzan por azar en tiempos de decadencia para ambos. (FILMAFFINTY)

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Subtítulos

Quell'Antonio Pisapia, cantante e calciatore Sorrentino racconta la vita parallela e simbolica di due giovani omonimi degli Anni 80

Con «L'uomo in piu'», secondo titolo italiano in concorso a Cinema del Presente, il trentunenne Paolo Sorrentino firma un'opera prima irrisolta che comunque lo segnala come un cineasta nuovo sul quale puntare. Ci voleva una piu' smaliziata abilita' per condurre in parallelo (fino al momento in cui i due personaggi si sfiorano con fatali conseguenze) le vicende di due tipi diversissimi, eppure accomunati da uno stesso nome, Antonio Pisapia, uno stesso giorno di nascita (15 agosto) e una stessa sorte. In seguito a un incidente sul campo, un calciatore nel pieno della fama si ritrova in panchina; a causa di una vita spericolata (droga e rapporti sessuali con minorenni) un cantante di successo finisce davanti al giudice. E' il 1980: quattro anni dopo troviamo entrambi i Pisapia impegnati a cercare di rimontare la china: lo sportivo sta tentando di costruirsi una carriera di allenatore, che del resto quella era sempre stata la sua vera aspirazione, ma nessuno lo vuole; il cantante, in impaziente attesa di una scrittura importante, accetta di esibirsi nelle piazze di sperduti paesini. Pero' non c'e' niente da fare, ormai Antonio Uno e Antonio Due sono solo degli uomini in piu'. Nonostante il fatto che la cornice anni '80, scelti in quanto epoca d'oro dello yuppismo rampante, resti piu' detta che sentita, Sorrentino, ben coadiuvato dal direttore di fotografia Pasquale Mari e dallo scenografo Lino Fiorito, mostra una mano felice nelle ambientazioni: visivamente il film non e' mai banale e ha una sua atmosfera, un'incisiva espressivita' che porta il segno della matrice partenopea del regista.


Ma se nei panni del Pisapia stopper, il pur bravo Andrea Renzi gioca sulla corda opaca di un'implosa determinazione che si tramuta in maniacale ossessione; nel ruolo di Pisapia cantante, lo straordinario Toni Servillo crea un carattere cinico e dissipato, in bilico continuo fra autodistruzione e vitalismo, con tale forza prorompente da squilibrare il peso dell'intera vicenda dalla sua parte. Intendiamoci, e' anche un merito di Sorrentino che questo eccellente teatrante abbia avuto la possibilita' di misurarsi sullo schermo con un personaggio cosi' intrigante: che non teme di essere negativo e, come Don Giovanni, mai si pente della sua egoistica, prevaricatoria voglia di vita. Quanto al francese «Reines d'un jour» di Marion Vernoux, altro titolo in competizione, e' la solita commediola che intreccia i percorsi di un gruppo di personaggi solitari o mal accoppiati o in cerca di amore. Alcune situazioni sono divertenti e in un cast di buon livello che annovera Jane Birkin e Victor Lanoux si fa notare la spiritosa Karin Viard. Ma il film e' di quelli che non si capisce cosa vogliano raccontare ed e' piu' adatto per il cinema sotto casa che per la sala di un festival. 
Alessandra Levantesi
La Stampa, 02/09/2001 (Pag. 27)

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